martedì 20 dicembre 2011

MINI POLENTINE AL TARTUFO E PORCINI CON FONDUTA VALDOSTANA ED UN AUGURIO DI BUONE FESTE A TUTTI!

Ed eccoci arrivati all'ultimo post dell'anno!
Un anno pieno di novità, di nuove amicizie fatte grazie a questo spazio, di piccole soddisfazioni e anche di qualche delusione, ma è la vita ed è giusto che vada così.

Chiudo con una ricetta legata ad uno swap, cioè uno scambio di doni con una persona che non si conosce, una cosa bella e ormai rara quanto un buongiorno scambiato con uno sconosciuto alla fermata dell'autobus o una mezz'ora del proprio tempo regalata a chi vuol raccontarvi una storia, una persona sola, un clochard, un anziano, uno straniero, un bambino, o anche te stesso allo specchio.

Il destino, o meglio la manina di Cran Berry, mi ha fatto incrociare con Mascia di "Cuori in Padella" , una simpaticissima e gentilissima ragazza della Valle D'Aosta, che mi ha fatto un pacchetto splendido, con tante golosità legate al suo territorio per me del tutto sconosciuto, mela disidratata ricoperta di cioccolato, tegole alla nocciola, un vasetto di composta di pere, e uno di fonduta alla valdostana, e soprattutto un libro di ricette con un augurio scritto di suo pugno, che custodisco gelosamente.

E per questa ricetta uso proprio la fonduta che mi ha inviato lei, e colgo l'occasione per augurarvi buone feste, e che possiate trovare sotto il vostro albero o il vostro presepe, dentro ad una moschea o ad una sinagoga, nel parco o nel portone di casa, un amico, una persona nuova con cui scambiarvi affetto. Costa niente e da tanta soddisfazione. Ci hanno abituato a desiderare oggetti, io vi auguro di desiderare persone! Regalate un sorriso e un saluto a chiunque per strada incrocerà il vostro sguardo, non vi prenderà per pazzo ma per colui il quale avrà allietato la sua giornata. E' un ottimo esercizio per rimanere umani.


piattino Covo



MINI POLENTINE AL TARTUFO E PORCINI CON FONDUTA VALDOSTANA

Ingredienti:
- farina di mais per polenta
- funghi porcini secchi Inaudi
- burro al tartufo nero
- fonduta alla valdostana con fontina dop
- triplo concentrato di pomodoro Mutti
- aglio
- sale

Preparazione:
le dosi non sono indicate perchè dipenderanno dai gusti di ognuno, e perchè cucinare "a sentimento", senza bilancia, diciamoci la verità è più divertente. Ed io per questa preparazione non ho pesato nulla!

Innanzitutto ammollare i funghi porcini secchi in acqua tiepida per una ventina di minuti, strizzare bene e tritare finemente, far soffriggere con uno spicchio di aglio incamiciato per qualche minuto e aggiungere un pò di concentrato di pomodoro per dare colore. Aggiustare di sale.

Cuocere la polenta, versare la farina di mais in acqua tiepida salata e mescolare bene per evitare la formazione di grumi. Portare a cottura rigirando spesso.
A cottura ultimata prelevare 1/6 della polenta e unitela ai porcini, amalgamando bene.
La restante polenta, cioè i 5/6 rimasti, conditela con abbondante burro al tartufo.

Prendete degli stampi per mini babà, io ho utilizzato lo stampo in silicone della Pavoni, ed iniziate a riempirli con la polenta. Fate uno schema mentale e dividete in altezza gli stampini in 6 tacche, mettete per 3 la polenta con il tartufo, poi per 1 quella ai porcini e ancora per 2 quella al tartufo.
Per ogni strato che si fa premere e livellare bene.
Far solidificare per una mezz'ora.

Nel frattempo scaldare la fonduta con un goccio di latte a fuoco bassissimo.

Togliere le polentine dagli stampini e metterle su un piatto da portata, se dovete utilizzarle come antipasto calcolatene un paio per commensale, se invece saranno il vostro piatto unico abbondate pure!
Su ogni polentina versare la fonduta calda e servire subito.

lunedì 12 dicembre 2011

PANE CON FARINA DI SEMOLA RIMACINATA CON GRANO DURO E LIEVITO NATURALE DI GIORILLI

Mettete un sabato di dicembre, un mercato di prodotti biologici e a km 0, bimbi che schiamazzano, sconosciuti che parlano tra di loro senza nessun freno, che ogni tanto è bello e giusto aver fiducia nel prossimo, anziani e adolescenti a mangiare allo stesso tavolo in legnaccia, un forno a legna comune nel cortile di un cinema, l'odore del pane, anzi di tanti pani, uno diverso dall'altro, uno più buono dell'altro, tutti impastati con il lievito naturale, e lo scambio di esperienze con chi ha la stessa tua passione, l'amore per il buon cibo, ed avrai il giorno perfetto: il Terra Madre Day!

Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile una simile giornata piena di emozioni, ai ragazzi della Comunità del Cibo Pasta Madre, che hanno organizzato l'evento e che hanno regalato gratuitamente a chiunque volesse un pezzetto di lievito naturale, e a Matteo Calzolari, del Forno Calzolari, che ha infornato tutti i nostri pani e ci ha regalato il suo prezioso tempo e tutta la sua sapienza. Di cuore GRAZIE!

Ed eccolo il mio pane cotto nel forno a legna, con ricetta infallibile del Maestro Giorilli.





canovaccio Green Gate





PANE CON FARINA DI SEMOLA RIMACINATA CON GRANO DURO E LIEVITO NATURALE DI GIORILLI


Ingredienti e preparazione del primo impasto:
- 200 g farina ( io ho usato la 0 con cui rinfresco il lievito)
- 100 g acqua
- 50 g lievito naturale pronto ( io ho fatto due rinfreschi)

Impastare tutti gli ingredienti insieme, (io ho sciolto il lievito nell'acqua fredda, e poi ho aggiunto la farina), e far lievitare a 20/22 C per 8/10 ore, (io ho messo tutto in una ciotola coperta con la pellicola).


Ingredienti e preparazione del secondo impasto:
- primo impasto
- 700 g di semola rimacinata di grano duro
- 485 g di acqua ( 435 + 50)
- 4,7 g di malto ( se proprio non lo reperite sostituite con lo zucchero)
- 16, 7 g di sale

Impastare il primo impasto con tutti gli ingredienti, tranne il sale che verrà sciolto nel 10% di acqua e verrà aggiunto a metà lavorazione. ( io ho sciolto il primo impasto nell'acqua insieme al malto, poi ho iniziato ad aggiungere la farina, e a metà impasto la rimanente acqua con il sale. L'impasto risulterà abbastanza morbido, quindi ci vorrà parecchio olio di gomito per formarlo). 
Far riposare l'impasto a 27/28 C per 40 minuti.

Formare le pezzature a filone o a pagnotta con peso superiore ai 500 g ( io ho formato due pagnotte da circa 750 g l'una).
Porre su tavole infarinate con chiusura rivolta verso l'alto, lasciar lievitare a 28 C per 4 ore ( io ho coperto tutto con pellicola e una tovaglietta). Poi capovolgere ed incidere a piacere.

Io poi ho infornato nel forno a legna, ma ovviamente è stata un'eccezione, quindi ecco come fare nel forno di casa.
Infornare con leggero vapore a 230/220 C, e dopo qualche minuto abbassare la temperatura a 200 C, togliere il vapore ( creato con una ciotolina piena di acqua sul fondo del forno che andremo a togliere) e portare a cottura. Il tempo di cottura dipenderà dalla pezzatura ( il mio più o meno ci mette circa 50 minuti, ma è un tempo solo indicativo, che varia a seconda del forno e appunto dalla pezzatura delle pagnotte).



venerdì 2 dicembre 2011

SPAGHETTI ALLE VONGOLE....E QUALCHE CONSIDERAZIONE SUL MONDO DEI FOODBLOGGER

L'incontro alle Officine Food è andato benissimo, non per la quantità di interlocutori (eravamo in pochi), ma per la qualità dei contenuti.
E' facile dire food blog, ma poi quando si va a sviscerare la questione ci si accorge che ci sono migliaia di sfaccettature, e ahimè, non tutte sono lati brillanti, ci sono deludenti zone grigie.
Secondo me, e in questo eravamo in perfetto accordo con Sabrina e Luca di Sapori Divini, c'è chi si prende troppo sul serio, chi si crede arrivato perchè ha pubblicato un opuscolo che ha venduto 4 copie, chi crede di essere il nuovo guru della cucina internazionale, senza per altro aver speso cinque e dico cinque minuti per la propria preparazione, chi bacchetta dall'alto non si sa di che tutti gli altri perchè non si omologano a qualche clichè, e potrei andare purtroppo avanti all'infinito.
Per me si è totalmente perso di vista lo scopo, si è perso il significato intrinseco di questa "vocazione", tutti in cerca di fama,con ricette un pò radical-chic e foto con tazze a fiori su tavole di legno malconcio....bhè qui non è Hollywood cantava qualcuno.....
La parolina magica è "CONDIVISIONE", si è persa di vista rincorrendo sogni di gloria, se arriva qualcosa ben venga, ma secondo me non bisogna mai distogliere lo sguardo da cosa ci ha spinti ad aprire un blog....
Ovviamente questo è il mio punto di vista e sono davvero molto curiosa di conoscere le vostre impressioni sulla questione.

Tutto accompagnato da uno splendido spaghetto alle vongole, che non fa venir fama, ma fame, e io preferisco così!































SPAGHETTI ALLE VONGOLE

Ingredienti (per 2 persone)
- 200 g di spaghetti trafilati all'oro Verrigni
- 400 g di vongole
- uno spicchio d'aglio
- pepe nero di mulinello
- prezzemolo fresco
- sale
- olio evo bio Calandrone

Preparazione:
far spurgare bene le vongole ( da questa operazione dipenderà il successo o meno del piatto) per qualche ora, cambiando l'acqua spessissimo per eliminare ogni residuo di sabbia.

Far soffriggere uno spicchio d'aglio in un fondo d'olio  e quando l'aglio inizia a prendere colore versare le vongole, incoperchiare e farle aprire, se c'è necessità aggiungere una tazzina di acqua. Mano a mano che le vongole si apriranno toglierle dal fuoco con una schiumarola e metterle in un piatto. Sgusciarne metà e le altre lasciarle con il guscio per decorazione.
Filtrare con una garza di cotone sterile l'acqua rilasciata dalle vongole e tenerla da parte.

Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua poco salata, scolarli al dente e farli saltare in padella con le vongole e la loro acqua. Togliere dal fuoco e spolverare con pepe e prezzemolo fresco tritato.
 
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