Non so se molto è cambiato da allora. Io ho l'impressione di no, e la cosa mi rammarica molto. Ancora oggi infatti siamo conosciuti come pizza e mandolino: ammazza che evoluzione, abbiamo imparato a condire la cena con pomodoro e mozzarella!
Certo qualcuno potrebbe dirmi che in fondo sono luoghi comuni, e purtroppo non posso far altro che confermare che nei nostri luoghi queste cose si, sono comuni.
Ancora, altri potrebbero obiettare, che non conosco la vivacità del genio italico, e non mi resterebbe che rispondere che ci sono altrettanti cervelli nati altrove, e quelli che ci sono rimasti stiamo facendo di tutto per mandarli via, e anche in malo modo.
E infine gli ultimi degli ottimisti mi ricorderanno le grandi gesta dei nostri avi, e non mi resterà che ribattere che quel coraggio con loro è morto e che siamo ormai un paese immobile, addormentato,privo di forze, come uno scarpone buttato nel fango dei maiali.
Quanto mi piacerebbe respirare aria di rivoluzione anche qui: molti scrivono che ormai già si respira aria di primavera e sono molto contenti, a me arriva aria d'inverno, quell'aria gelida di morte delle coscienze, della cultura, della consapevolezza della libertà.
E allora mi vien voglia di posare lo sguardo altrove e appena al di là del mare ecco i nostri cugini nord africani ( e che piaccia o no ai vari boss-i, noi siamo figli d'Annibale ) che stanno facendo il grande passo verso l'autodeterminazione.
E noi quando?
Quando smetteremo di farci insegnare come si deve vivere dai vari santoni,
Sinceramente mi sembra anche banale discutere della posizione della donna, di come viene trattata dal presidente, di quanto paga le escort (così fa radical chic....puttana no, è ancora la povera disgraziata che batte per strada): anzi credo che sia proprio una grande distrazione di massa per non parlare dei problemi reali del paese.
Per non farci accorgere che un altro mezzo passo verso la direzione in cui stiamo allegramente convergendo e cadiamo nel baratro.
E cacciare mister B. ( e lo desidero ardentemente pure io) non so se basterà a farci uscire dal pantano in cui abbiamo ingabbiato le nostre menti e tenere a freno gli istinti primitivi che fanno compravendita di regine di cuori!
Per tutte queste considerazioni decido di partecipare comunque, sperando di non essere uscita fuori tema, alla raccolta di ricette del Blog di Norma Carpignano: "Liberiamoci del Maiale".
Io già l'ho fatto e guardo oltre, e ho deciso di guardare all'Egitto dove il maiale non c'è! E invece c'è il coraggio di cercare di migliorare.
E quindi (qualcuno dirà finalmente) eccovi la ricetta dei ta' amia, ovvero i falafel di fave, assaggiati la prima volta durante una vacanza a Sharm El Sheik, la cui bellezza e la cui gente mi è rimasta nel cuore!
IL MAIALE CHE NON C'E': TA'AMIA OVVERO I FALAFEL DI FAVE
Ingredienti per circa 20 falafel dal diametro di 5 centimetri:
- 200 g di fave sgusciate secche
- 20 g di foglie di prezzemolo freschissimo
- mezza cipolla
- uno spicchio di aglio
- due cucchiaini di semi di cumino
- un cucchiaino di coriandolo in polvere
- bicarbonato
- sale
- olio di semi per friggere
Preparazione:
mettere a bagno le fave secche in acqua in cui è stato sciolto un cucchiaino di bicarbonato per 24 ore.
Passato questo tempo sciacquare le fave e frullarle crude insieme alla cipolla, all'aglio scamiciato e privato della parte centrale che è amara, al prezzemolo, al cumino e al coriandolo.
Ottenuto l'impasto aggiungere due pizzichi di sale e due di bicarbonato, amalgamare bene e far riposare 30 minuti in frigorifero.
Riprendere l'impasto e formare delle polpettine ben sode e schiacciarle a uno spessore che non superi i 2 centimetri.
Adagiarle sulla carta forno e farle riposare per un'ora a temperatura ambiente.
I riposi sono fondamentali se si vuole ottenere un impasto di giusta consistenza e non molliccio che a contatto con l'olio si spappola.
Friggere i falafel in olio profondo bollente: fate la prova mettendo una piccola pallina d'impasto e quando sfrigolerà l'olio sarà pronto.
La frittura richiederà qualche minuto per lato.
Tirare i falafel quando avranno un colore dorato e la crosticina croccante, e far asciugare su carta assorbente, anche se il loro assorbimento d'olio è davvero quasi pari allo zero.
Mangiare subito.
Sono ottimi accompagnati con salsa allo yogurt o crema di sesamo (tahina) e un' insalata.
Vi lascio qua qualche foto della mia vacanza in Egitto fatta nell'estate 2007





































Mmmmm! Buoni i falalfel, non li ho mai mangiati, ma queste pepite color smeraldo fanno venire l'acquolina !!
RispondiEliminasono bellissimi e devono essere stupendi. amo i falafel di ceci, mai provati questi, le tue foto sono magnifiche!
RispondiEliminaciao, a presto!
Bellissimo post!! Complimenti!!!
RispondiEliminaIl tuo blog ha attirato la nostra attenzione per la qualita delle sue ricette.
RispondiEliminaSaremmo felici se lo registrassi su Ptitchef.com in modo da poterlo indicizzare.
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Ti inviamo i nostri migliori saluti
Vincent
Petitchef.com
grazie per queste riflessioni, e per la ricetta, bellissima!
RispondiEliminasono molto d'accordo con le tue analisi. Aggiungerò (come ho detto da me: http://nemoinslumberland.splinder.com/post/23941455/figli-di-antonio-ovvero-liberiamoci-del-maiale) che non è genio italico, ma, anzi, abitudine radicata. Purtroppo. Grazie del tuo contributo!
RispondiEliminaGrande post per una grande battaglia, che ci regala, oltre alla speranza di essere in tanti e portercela fare a liberarci, anche una ricetta proprio ma proprio buona!!! Quando non ero a dieta li facevo all'incirca così :)
RispondiElimina... E grazie per il commento di là da me :)
grazie per il bel post. Così amaro e tristemente consapevole di una realtà in continua involuzione.
RispondiEliminaIl cambiamento? il pane e circo di cui parli è così...contemporaneo!
complimenti per la ricetta, la proverò senz'altro e grazie per le stupende foto che hai voluto condividere con noi.
Shade
sarebbe bello che ognuno di noi - foodblogger ma anche non - portasse a casa, da ogni vacanza in terre straniere, una ricetta tipica del luogo con un non so ché di storia. La tua ne racchiude una molto significativa e per questo ti faccio i complimenti, oltre che per la ricetta e per gli scatti magnifici.
RispondiEliminaManu
adoro i falafel,durante i miei innumerevoli viaggi in Egitto ne ho fatto scorpacciate,e la tua ricetta e' fedele...ma sopratutto apprezzo le tue parole che sono lo specchio del sentire di molti,ma che ahime' come tu scrivi,nessuno di noi e' capace di scuotersi...e' un problema di DNA!
RispondiEliminaSagge riflessioni amare e purtroppo vere... la ricetta è favolosa, quel bel verde predispone ottimamente il palato all'assaggio :)
RispondiEliminaChe bello il tuo blog! E che spettacolo questi falafel!
RispondiEliminaHai detto ciò che penso anche io.
RispondiEliminaE soprattutto mi amareggia il clamore che fa una storiella come questa della escort, quando dovremmo scandalizzarci per altre cose ben più gravi, sempre provenienti dalle stesse sfere. Mi fa rabbia questo...
Ma l'iniziativa, anche se stavolta non ho partecipato, mi ha comunque coinvolta.
Non conoscevo il tuo blog eil verde di queste pepite mi ha ammaliata.
Beh....il tuo post si commenta da solo...:brava :)
RispondiEliminaE ovviamente i complimenti vanno anche e soprattutto alla tua riccettona :)
@ tutti: grazie per i commenti e soprattutto grazie a chi ha letto per intero il post....leggendo le vostre risposte mi sono venuti in mente ulteriori spunti di riflessione: è un piacere discutere con voi anche di cose che non si fermino ad una ricetta!!!
RispondiEliminaCredo che questi per me siano i momenti più belli e più di crescita per il blog!
Davvero grazie di cuore
è la terza volta che lascio un commento qui e non riesco a postarlo....non è che il maiale porta male anche qui?????
RispondiEliminavolevo dire che mi piacciono le ricette e il blog e le foto, e che condivido parola per parola questo post!! peccato aver scoperto solo ora il contest sul maiale!!!!