domenica 6 giugno 2010

CAVATELLI A UN DITO AL POMODORO

Non costantemente si riesce a percorrere la strada che noi stessi abbiamo scelto, non sempre la lontananza delle persone e dei luoghi che abbiamo lasciato è sopportabile, non sempre ci si sente adeguati nei panni che abbiamo deciso di indossare, non sempre sono veritiere le frasi che ci sentiamo obbligati a dire, non sempre si riesce davvero ad amare.

Ci sono momenti in cui si vorrebbe staccare la spina da tutto e tutti, attimi in cui vorresti affacciarti alla finestra e non vedere più una monotona pianura, un ammasso di palazzi e di auto e di persone e di carne da macello che ti ronzano intorno senza sosta, ma vedere le montagne, le tue montagne, sentire il profumo della campagna, sapere che il tuo vicino ti saluterà, sentire l'abbaiare di un cane e il ronzio di un'ape, si proprio di un'ape perchè significa che là vicino c'è almeno anche un fiore.

In quei momenti se potessi, con uno schiocco di dita tornerei a casa mia, la casa in cui vivono i miei genitori, in cui ho vissuto con i miei nonni, in cui sono cresciuta; in quelle mura che non sono soltanto mura, ma sono le pagine del libro della mia infanzia, la spalla su cui piangere nella mia adolescenza, le finestre aperte della mia voglia di libertà.

E quando la malinconia prende il sopravvento c'è chi ha bisogno di una passeggiata, di una foto, di un libro, di una coperta per star meglio.
A me semplicemente basta un RICORDO, che mi faccia sospirare, che mi faccia chiudere gli occhi, che mi faccia venire la pelle d'oca, che mi riporti la felicità.

Uno dei ricordi belli, ma belli davvero, è quello che conservo di mia nonna, del suo modo di vivere, del suo lavorare incessantemente, ma con lentezza; la giusta lentezza per poter assaporare la vita, per poter trasmettere agli altri il proprio sapere; la giusta lentezza per poter sorridere sempre alla propria nipotina, per poterla sempre abbracciare; la giusta lentezza per renderla partecipe del rito del pranzo della domenica, e farle apprendere la magia dell'acqua e della farina che insieme si fondono e diventano un impasto consistente e profumato, che danza con le dita, e diventano amanti perfetti ed è come se su quel quadro, al soffiar del vento, prendessero vita.
E danno vita: si trasformeranno nel momento di unione di una famiglia, nel ricordo indelebile di una nonna e la sua bambina per sempre innamorate l'un dell'altra.

Questa volta non mi scuso con chi mi legge di essermi dilungata, perchè se avessi saputo avrei raccontato di più, e non mi sento ridicola ad aver speso tutte queste parole e queste righe per della pasta al pomodoro.
Perchè questa è la mia ricetta della felicità, quella felicità dolce e prorompente sottolineata da una lacrima che riga il viso, sottolineata da una gestualità endemica che porta con sè ricordi di persone che mai andranno via, sottolineata da una storia vera d'amore, e dall'odore della pizza che in questo momento sta bruciando nel mio forno, ma pazienza, perchè ancora non è il momento di interrompere questo sogno.

































CAVATELLI A UN DITO AL POMODORO


Ingredienti:
- farina di semola di grano duro (100 g a persona)
- acqua tiepida q.b.
- pomodori San Marzano ( calcolatene 2 o 3 a persona)
- aglio
- basilico
- olio evo

Preparazione:

Impastare la semola con l'acqua tiepida, fino ad ottenere un impasto compatto, abbastanza consistente e liscio.
Formare dei cilindri spessi all'incirca un centimetro e lunghi quanto il vostro indice. Infarinare i cilindri e cavarli con il polpastrello del vostro dito: otterrete cosi i vostri cavatelli.

Preparare una concassè di pomodori: lavare ed incidere i pomodori con un taglio a croce sulla parte opposta al picciolo, quindi tuffarli per pochi istanti in acqua bollente fino a notare una leggera arricciatura della buccia; a questo punto scolarli ed immergerli nell’acqua fredda, e spellarli. Tagliarli in 4 pezzi, togliere i semi interni  e tagliare a cubetti la polpa ottenuta.

In un tegame capiente far soffriggere uno spicchio d'aglio in abbondante olio evo, a doratura aggiungere la concassè e abbondante basilico in foglie fresco.
far insaporire per una decina di minuti e schiacciare leggermente i pomodori con una forchetta.
Cuocere i cavatelli, scolarli e farli saltare un minuto con il condimento.
Fare un giro di olio crudo, impiattare e servire.







24 peperoncini:

  1. Marjlou,un post da brivido,non ti nascondo che mi son venuti gli occhi lucidi,bellissimo anche il testo di guccini,un grosso bacione!

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  2. Grazie Nitte: un grosso bacione anche a te!
    Ti auguro una buona notte e tanti sogni d'oro!

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  3. Stavolta la ricetta passa in secondo piano rispetto allo scritto introduttivo. Le tue parole,così pregne di nostalgia, così delicatamente incisive, così meravigliosamente pure, hanno trasformato quello che poteva essere un semplice post in vera poesia. Sapevo già che la tua anima è bella, Marilù: è stata solo una conferma. Mi hai commosso :-)

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  4. Grazie Lucia, ti voglio davvero bene!!!
    Un bacione e buona giornata!

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  5. Io ho letto il post con molto piacere e se avessi scritto di più non avresti dovuto scusarti. Ci sono molti cibi legati al ricordo della mia nonna paterna, anche lei assaporava la vita con la giusta lentezza. Penso che non avresti potuto introdurre meglio questa ricetta!

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  6. Cara Marilù, che bellissimo post!!! La nostra amata Lucania ti manda un bacio e ti abbraccia affettuosamente:)

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  7. @ Tania: grazie, sei davvero molto gentile!
    Ti auguro una buona giornata.

    @Tinuccia: che nessuno me ne voglia, ma i tuoi commenti sono particolarmente graditi, perchè mi lasciano davvero un'emozione!
    Non vedo l'ora che arrivi agosto per poter scendere un pò giù: ne ho proprio bisogno!
    Ti abbraccio!

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  8. Siamo lucane entrambe:) ci unisce l'amore per le nostre splendide tradizioni!!!
    Io ad Agosto sono al mare, però sarebbe bello fare in modo di incontrarci, sempre se tu sei d'accordo logicamente.

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  9. Certo, come potrei non essere d'accordo!
    Anzi non vedo l'ora!!!
    Ti abbraccio ancora più forte!

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  10. ciao marjlou! ho letto le tue parole tutte d'un fiato! le tue emozioni sono uguali alle mie, i tuoi ricordi pure, l'amore per la basilicata è lo stesso!

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  11. Hai ragione Zasusa!!! Quando una terra ce l'hai nel sangue è impossibile disinnamorarsene!

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  12. Guarda, capisco benissimo il tuo attaccamento alla campagna, per me è fortissimo ora come ora!
    Grazie per questo bel piatto semplice, russtico e vero!

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  13. Bellisimo post cara mia Marjluo! Un abbraccio!

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  14. @ Juls: grazie a te per questo splendido contest!

    @ speedy: grazie, ricambio l'abbraccio!

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  15. stupendo questo post per un contest meraviglioso! brava!

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  16. Volevo inoltre dirti che questo sabato e domenica si tiene a Granarolo il corso di Paoletta (Aniceecannella) e Adriano (Profumodilievito) di cucina e panificazione; se puo' interessarti trovi tutte le info qui:
    http://corsidicucinaepanificazione.blogspot.com/p/corso-emilia-romagna_04.html
    ciao!!!

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  17. Grazie Shade,molto gentile!
    Lo so del corso, e mi spiace tantissimo non riuscire a partecipare: purtroppo non si tiene a Bologna città e io non avendo la macchina non saprei come tornare la sera da Granarolo!!!
    Ti auguro una buona giornata!
    A presto!

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  18. j'ai pris un énorme plaisir à vous lire et je pense que chacun de nous se trouve un peu dans ce que vous racontez
    bonne soirée

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  19. Scusarti e perchè?!?
    Hai scritto tra le pieghe dell'anima... e di questo ti vuoi scusare?! Grazie invece di avermi fatto "sentire" non leggere le tue parole, anche se la stanchezza mi sta chiudendo gli occhi, ho letto fino, anzi sentoto ogni singola parola del tuo post, forse perchè mi sono riconosciuta, a modo mio, in quei momenti...
    La tua ricetta è annotata tra quelle da fare con calma, da sentire prima ancora che gustare. Grazie.
    Baci Alessandra

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  20. Ciao Alessandra!
    Grazie per le belle parole, sei sempre un tesoro!
    Ti auguro buona notte e tanti sogni d'oro!
    Baci e a presto!

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  21. Je découvre ton blog et j'ai eu beaucoup de plaisir à te lire.
    A bientôt.

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  22. Grazie Nadji!
    Piacere di conoscerti!

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  23. Mi sono piacevolmente soffermata a leggere di te e dei tuoi ricordi: non c'è nulla di più vero delle persone che abbiamo amato. Ogni loro piccolo gesto diventa il concime per alimentare la loro presenza nel nostro cuore. Sono lieta che questa raccolta mi abbia condotto a te

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  24. Ciao Nicol!
    Benvenuta nel blog: è davvero un piacere leggere commenti come i tuoi...significa che sono riuscita a trasmettere qualcosa che va oltre un semplice post!
    Spero di ritrovarti presto!
    Un abbraccio e buona serata!

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Grazie a tutti voi che lasciate un segno del vostro passaggio nel mio blog: è questo quello che mi dà l'entusiasmo per andare avanti!

 
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